FONTE:
Il concittadino Carlo Pepi importante collezionista d’arte e profondo conoscitore dei Macchiaioli, è l’autore dei seguenti scritti, pubblicati inizialmente sul periodico “La Civetta” e poi raccolti nel volume “Crespina nella pittura dell’800”, editore Pacini, 1986.
Un’altra famiglia di pittori che possiamo definire «crespinesi» è quella dei Rey i quali possedevano la Villa Paolella a Bugallo.
Questa famiglia è simile a quella dei Tommasi, ebbe la stessa passione per la pittura e due componenti la famiglia raggiunsero una certa notorietà: Augusto e Burnie. Di quest’ultima non ci sono pervenute notizie. Ella si dedicò a quest’arte solo a livello dilettantistico, esponendo però anche a mostre importanti, quale l’esposizione Annuale del 1899/900 assieme ai Gioli, a Kienerk e a tutti gli altri maggiori del tempo.
Augusto Rey era nato ad Alessandria d’Egitto nel 1837, da giovane visse a Livorno ove frequentò lo studio del Betti, si trasferì poi a Firenze iscrivendosi all’Accademia delle Belle Arti seguendo anche gli insegnamenti del Lega e dei Tommasi.
Fu amico di tutti gli artisti dell’epoca e ci sono motivi di pensare che poi siano stati suoi ospiti nella villa di Crespina che costruì nel 1895; seguì la corrente macchiaiola raggiungendo un ottimo livello artistico specialmente nell’eseguire paesaggi dal vero. La sua produzione è scarsissima ed alcune sue opere fanno bella mostra di sé con l’attribuzione di nomi più noti. A causa di ciò è un artista pochissimo conosciuto, praticamente solo dagli addetti ai lavori, ma non per questo è un nome da continuare ad ignorare.
Nella sala attigua a quella del consiglio comunale di Livorno è appesa un’opera significativa di lui.
Augusto Rey aveva costruito la sua nuova residenza a Crespina nel 1895 scegliendo un luogo antistante la villa che attualmente è di proprietà del Comm. D’Alesio in cui abitava la donna da lui amata; desiderava poterla vedere dalle sue finestre e dal balcone. Chiamò la villa «La Favorita».
In precedenza aveva abitato proprio accanto alla villa Tommasi. Mi ha raccontato un testimonio che per molti anni ha vissuto in casa Rey, che Augusto, durante una delle molte gite che amava fare con il calessino, passò accanto alla proprietà della sorella Ida a Gramugnana di Lari. Agli operai che stavano effettuando uno scasso per un vigneto, chiese notizie di cosa stavano facendo. Gli operai che non lo conoscevano, riferirono che la proprietaria stava attendendo l’eredità del fratello che abitava a Crespina; con questa buona prospettiva, venivano eseguiti dei lavori di miglioramento all’azienda.
Di lì a poco Augusto morì veramente ma all’apertura del te- stamento vi fu la sorpresa: lasciava tutto al Ricovero di Mendicità di Livorno con la clausola che per 10 anni la villa non fosse né venduta, né aperta. Scaduto il periodo la villa «La Favorita» fu messa all’asta e fu acquistata dall’altro fratello Alessandro il quale aveva sposato Eugenia Tommasi. Tra le due famiglie però non corsero buoni rapporti per motivo d’interessi; Alessandro vietò alla moglie di frequentare la sua famiglia. La villa cambiò il nominativo con «Eugenia» come risulta tuttora. Augusto morì a Crespina il 2 settembre 1898.




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