
Articolo estratto dal supplemento speciale del numero 2 di Toscana Arte 2000, bimestrale di arte, lettere, musica e cultura pubblicato nel 1985.
Testi di Michele Zampilli.
INDICE
- LE VILLE DI CRESPINA…
- Villa TORRE A CENAIA…
- Villa ANTONIETTA – Fattoria STRADIOLA…
- Villa MARCACCI…
- Villa CASA MIA…
- Villa POGGIO AL TESORO…
- Villa FILICHETO MECHERINI…
- Villa POGGIO SOAVE….
- Villa MARIA…
- Villa MARRUCCI (per un refuso nella pubblicazione è riportata come VILLA LANG…
- Villa BUGALLO O PAPPALARDO…
- Villa LA FAVORITA O MARY…
- Villa BELLAVISTA…
- Villa BELVEDERE…
- Villa GUARDIA VECCHIA…
- Villa SANTERNETTI…
- Villa GUARDAVALLE…
- Villa COSSU…
- Villa CHICCOLI…
- Villa TAMBERI…
- Villa IL POGGETTO…
- Villa IL GELSOMINO
- Villa VALDISONSI…
- Villa REGNOLI…
- Villa MONTELISI…
- Villa PRIAMI…
- Villa FONTANELLA…
- Villa LAZZARETTI…
- Villa IL POGGIO…
- Villa ROSINA…
- Villa IL CASERMONE…
LE VILLE DI CRESPINA
La storia della villa di campagna inizia, nelle colline pisane, nel corso del 500, conseguentemente alla definitiva conquista da parte dei fiorentini, di Pisa e del suo contado.
Rispetto ai fenomeni analoghi, avvenuti nel territorio fiorentino e lucchese, in questo caso si registra un ritardo di almeno due secoli, dovuto principalmente all’atipico rapporto tra Pisa, città marinara, e il suo territorio.
Infatti, dopo il mille, l’economia pisana è fondata quasi esclusivamente sugli scambi marittimi, trascurando sia lo sfruttamento agricolo che l’investimento in proprietà fondiarie.
La stessa nobiltà rurale (Lanfranchi, Upezzinghi ecc.), detentrice di vastissimi possessi feudali, si inurba nel corso del 200 per affermarsi nelle arti e nei mestieri, abbandonando le proprietà del contado all’impaludamento e al degrado.
Nel 300 la campagna pisana vive un periodo di più intensa decadenza civile, caratterizzata da un impressionante calo demografico, dall’abbandono di villaggi ed epidemie. Causa principale sono le frequenti scorribande delle milizie mercenarie al soldo di Firenze, che mirava alla conquista di Pisa, per assicurarsi uno sbocco al mare e ad eliminare una pericolosa concorrente.
Dopo la caduta di Pisa, da cui deriva il ritorno alla stabilità politica, con la formazione dello stato unitario regionale, inizia un processo di ricomposizione fondiaria, ad opera della nuova nobiltà fiorentina e del ceto medio pisano, che si affiancano alle più antiche proprietà nobiliari e feudali.
Contemporaneamente si diffonde l’abitudine fiorentina a trascorrere “in villa” alcuni periodi dell’anno, per dedicarsi alla caccia, svago ideale in un territorio impaludato e boscoso come la campagna pisana nel 500.
È in questo periodo che i Berzighelli e i Puntolmi, cittadini fiorentini, costruiscono le loro ville a Valdisonsi e alla Piazza, i Del Carretto a Belvedere, i Lanfranchi al Poggio.
Sono queste le uniche ville cinquecentesche di cui abbiamo una documentazione, ma, probabilmente, i cittadini che scelsero le campagne intorno a Crespina, per l’insediamento delle loro ville, oggetto poi di trasformazioni e ampliamenti sette-ottocenteschi, furono molto più numerosi.
Per tutto il 600 e gran parte del 700, in concomitanza della crisi economica, che interessa tutta l’Europa, il fenomeno subisce un forte rallentamento a quest’epoca risale solo la vil- la-fattoria di Cenaia Vecchia dei nobili fiorentini Bartolini – Salimbeni, ma dopo la metà del 700, con le riforme leopoldine e l’ascesa della nuova borghesia illuminista, si assiste a un rinnovato interesse per le campagne e ad una grande ripresa dell’agricoltura. È l’epoca del trasferimento dei beni dall’aristocrazia e dal clero in decadenza alla borghesia in ascesa, della formazione delle grandi fattorie e della riorganizzazione funzionale e formale della villa.
La semplice villa cinquecentesca non assolve più al suo scopo né dal punto di vista delle esigenze, né da quello rappresentativo. Ora essa rappresenta il centro dell’efficiente azienda agricola, divisa in poderi, dove si raccolgono e si trasformano i prodotti, si cura l’amministrazione e dove il proprietario risiede per più mesi all’anno o, addirittura, in permanenza. Occorre un edificio più raffinato e complesso, con il piano terra di servizio, il primo piano per la residenza del signore e un secondo costituito dalle soffitte, per la numerosa servitù e la conservazione dei prodotti.
Anche lo spazio circostante si arricchisce e si trasforma; al giar- dino privato, piccolo e recintato, si aggiunge un vasto parco pubblico, sui cui sorge, molto spesso, la cappella gentilizia. Numerosi annessi, legati all’attività dell’azienda agricola e agli svaghi del signore, completano il complesso della villa della fi- ne del 700, di cui, a Crespina, l’esempio più rappresentativo è costituito da Belvedere, di cui fu committente la famiglia pisana Del Testa Del Tignoso.
Dopo la metà dell’ottocento, e per tutto il primo ventennio del secolo successivo, torna a riproporsi la villa di campagna come residenza stagionale.
Sono soprattutto professionisti pisani e livornesi, attratti dalla bellezza e salubrità di queste colline, che hanno anche il pregio di essere facilmente raggiungibili da queste città, i committenti della nuova ondata di ville.
Villa TORRE A CENAIA
località: Cenaia Vecchia
Villa residenziale della fine dell’ottocento, progettata e costruita per servire da residenza ai proprietari della vasta tenuta i quali non ritenevano più idonea la contigua villa-fattoria seicentesca.
Nei primi decenni del 900 fu ingrandita e ristrutturata, su disegno dell’architetto Bellincioni di Pontedera.
Di fronte alla villa sorge l’antica chiesa parrocchiale di Cenaia, di struttura romanica, che fu incorporata nel 600 nella villa originaria che, attualmente, serve da fattoria.
La vasta tenuta di Cenaia Vecchia si costitui sel 500 ad opera dei nobili fiorentini Bartolini-Salimbeni, in siguito alle bonifiche della pianura pisana promosse dai Medici, granduchi di Toscana. Dopo un iniziale splendore, che culminò con la costruzione della casa padronale e di numerose case coloniche, le condizioni della tenuta andarono progressivamente degradando a causa dell’assenteismo e dell’incuria dei procrietari. Solo alla metà dell’ 800, con l’arrivo dei nuo,i proprietari, i Pitti-Ferrandi, seguiti poi dai conti Valery, la tenuta riprese in senso agricolo-zootecnico. Dal 1940 la tenuta, divenuta società immobiliare, ha assistito a repentini passaggi di proprietà tra società anonime.
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Villa ANTONIETTA – Fattoria STRADIOLA
località: Ceppaiano
Epoca di costruzione: seconda metà dell’ 800; proprietà originaria: Jacopo e Antonio Curini.
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Villa MARCACCI
località: Ceppaiano
Epoca di costruzione: seconda metà dell’ ‘800; proprietà origi- naria Marcacci di Livorno; proprietà attuale: Matteucci. Antica villa con fattoria e chiesino gentilizio, intitolato alla Madonna del Conforto, appartenente fin dal 700 alla famiglia Marcacci di Livorno. Alla fine dell’ 800 apparteneva ai Ciaccheri che la vendettero, nel 1926, ai Pappalardo.
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Villa CASA MIA
località: I Gioielli
Epoca di costruzione: seconda metà dell’ 800; proprietà originaria: Marcacci di Vicariello; proprietà attuale: Pepi.
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Villa POGGIO AL TESORO
località: I Gioielli
Anno di costruzione: 1880; proprietà originaria: Gen. Colombini; proprietà attuale: Serravalli Porquier.
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Villa FILICHETO MECHERINI
località: Tripalle
Epoca di costruzione: XVIII secolo; progettista: Silvestri Donati (architetto pisano); proprietà originaria Mecherini (nobili pisani); proprietà attuale: Pappalardo.
In origine fu la casa di fattoria della Pia Casa di Misericordia di Pisa, donazione della contessa Matilde di Canossa, che vantava vasti possessi feudali nelle colline pisane.
Acquistata all’inizio del 700 dalla nobile famiglia pisana Mecherini, fu trasformata in villa subito dopo su disegno dell’architetto Silvestro Donati. Vi dipinsero Domenico Tempesti, Jacopo Donati e Ranieri Gabrielli.
I Mecherini vendettero tutta la proprietà agli Ott di Zurigo nel 1869, ed essi fecero redigere un progetto di ristrutturazione completa della villa (i disegni si conservano ascora), che però non fu mai realizzato.
Nel parco di fronte alla villa si eleva un oratorio intitolato a S. Isidoro agricoltore e alla Madonna dei sette dolori, che fu ricostruito nel 1768 sulle spoglie di un’antica chiesa, per ordine della marchesa Antonia Rosselmini nei Mecherini. La nuova fattoria fu costruita nel 1881.
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Villa POGGIO SOAVE
località: Tripalle
Epoca di costruzione: fine XIX secolo; successione della proprietà: Cav. Luigi Binard Bagot (scrittore inglese) – Bastianini – Marchese P. G. Bargagli Bardi Bardini; proprietà attuale: Taliani di Pontedera.
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Villa MARIA
località: Tripalle
Epoca di costruzione: XVII secolo; successione della proprietà: Domenico Pagni, cittadino pisano Del Punta, cittadini pi- sani Ott di Zurigo dall’inizio del 900. Proprietà attuale: Pandolfini Falchi
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Villa MARRUCCI (ndr: per un refuso nella pubblicazione è riportata come VILLA LANG)
località: Fungiaia
Anno di costruzione: 1853; proprietà originaria: Dott. Tito Bocci. Proprietà attuale: Marucci di Crespina.
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Villa BUGALLO O PAPPALARDO
località: Bugallo
Epoca di costruzione: seconda metà dell’ 800. Proprietà originaria: Papanti di Livorno. Proprietà attuale: Tucci – Salfati.
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Villa LA FAVORITA O MARY
località: S. Rocco
Anno di costruzione: 1895; proprietà originaria: Augusto Rey di Livorno. Proprietà attuale Paolella di Napoli.
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Villa BELLAVISTA
località: Belvedere
Anno di costruzione: 1925 26; proprietà originaria: Pretini di S. Frediano a S. Proprietà attuale: Briganti di Livorno.
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Villa BELVEDERE
località: Belvedere
Epoca di costruzione: XVI secolo. Proprietà originaria: Del Carretta, nobili pisani. Proprietà attuale: Crastan di Merano. In questo eccezionale complesso urbanistico-architettonico realizzato nella seconda metà del 700 dalla famiglia Del Testa Del Tignoso, lavorarono i migliori artisti pisani dell’epoca. La villa, che fin dal XV secolo era appartenuta ai Del Carretto, fu rimodernata e ampliata tra il 1772 e il 1777 su disegno dell’ingegne Jacopo Piazza; il salone centrale fu affrescato da Giovanni Tempesti, figlio di Domenico, e da Mattia Tarocchi, architetto. Vi lavorò anche l’abate Ranieri Tempesti, fratello di Giovanni ed anch’egli dedito alla pittura.
La facciata a sud della villa, che prima degli ampliamenti settecenteschi era il prospetto principale e conserva ancora la morfologia cinquecentesca, si affaccia su un bel giardino dove si trovano statue, capitelli e colonne antiche, e alcuni piccoli edifici, di gusto esotico, che servivano per il bagno, le letture, gli incontri.
Sul prato opposto sorge un oratorio, intitolato a S. Ranieri e alla Madonna, progettato da Mattia Tarocchi per conto della contessa Giovanna Cataldi Del Testa, che fu costruito tra il 1775 e il 1781. Considerato l’esempio più limpido dell’architettura rococò, nella nostra provincia, vi si conservano affreschi di Giovanni Tempesti, e un bassorilievo in cotto di Giovanni Gonnelli detto “il cieco di Gambassi”.
Anche la canonica, distante un centinaio di metri dalla villa, fu costruita nel 1780 su disegno del Tarochhi quando questi era morto da pochi mesi. In questo edificio, che per la sua sobrietà ed eleganza è da considerarsi l’opera più matura e significativa del Tarocchi, visse fino alla morte Ranieri Tempesti, pittore, scrittore e storico, primo canonico della Chiesa di Belvedere. La villa, dopo la meravigliosa stagione dei Del Testa, passò tra le mani di diversi proprietari (Salvi, Trumpi, Nazzi) fino agli inizi degli anni cinquanta quando fu acquistata dalla famiglia Crastan di origine Svizzera.
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Villa GUARDIA VECCHIA
località: S. Rocco
Epoca di costruzione: fine 700; proprietà originaria: Fioretti proprietà attuale: D’Alesio di Livorno.
Si conosce poco di questa villa che non è nominata neppure dal Mariti quando descrisse, nel 1788, il percorso di strada da Belvedere a S. Rocco. E’ presente nelle mappe catastali dei primi dell’ 800, proprietà di Anna Becciani vedova Fioretti, maritata in seconde nozze col Prof. Giovanni Rosini. Successivamente appartenne alla famiglia Sala prima di essere acquistata dall’attuale proprietario, all’inizio degli anni sessanta.
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Villa SANTERNETTI
località: S. Rocco
Epoca di costruzione: fine 700; proprietà originaria: Santernetti; proprietà attuale: D’Alesio di Livorno.
Anche questa villa, fra le più belle che si trovano a Crespina, versa in stato di forte degrado perché da troppi anni non ha più funzione residenziale. Fatta costruire dai Santernetti tra il 1750 e il 1780, appartenne agli stessi proprietari della Villa Guardio Vecchia, e fu anche sede, all’inizio del 900, di un pastificio.
All’interno, un salone ricco di stucchi e affreschi, si trova in una condizione di totale abbandono.
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Villa GUARDAVALLE
località: S. Rocco
Epoca di costruzione: fine XVIII secolo; proprietà originaria: Arcangeli di Pistoia. Proprietà attuale: Bacci di Pontedera. L’inizio della costruzione di questa villa-fattoria avvenne verso la fine del 700, e fu terminata nel 1821. In origine aveva un piano in più che crollò durante il terremoto del 1846. Invece di ricostruire il secondo piano si preferi ampliare il piano terra e il primo piano. Dal Signor Gregorio Arcangeli di Pistoia, proprietario originario, la villa e la tenuta agricola composta da diciotto poderi, passò per matrimonio alla famiglia Sozzifanti, quindi, verso il 1935, fu acquistata dagli Oblieght di origine ungherese.
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Villa COSSU
località: La Guardia
Anno di costruzione: 1930-35; proprietà originaria: Dott. Cossu. Proprietà attuale: Pericoli.
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Villa CHICCOLI
località: La Guardia
Epoca di costruzione: XVII secolo; proprietà originaria: Lanfranchi-Chiccoli, nobili pisani. Proprietà attuale: Tamberi di Crespina.
Antica villa che ha subito trasformazioni, nel corso dell’ 800, appartenne a un ramo della consorteria dei Lanfranchi prima di giungere, all’inizio del secolo scorso, alla famiglia Sgarallino.
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Villa TAMBERI
località: La Guardia
Epoca di costruzione: fine 700; proprietà originaria: Dionisio Fernandes.
Originariamente, come dimostrano le mappe catastali dei primi dell’ottocento, aveva un ampio scalone a due rampe che si affacciava sull’attuale via Montegrappa. Fu poi destinata a magazzino della fattoria di Guardavalle, prima di essere restituita alla sua funzione residenziale ai tempi della proprietà Tamberi.
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Villa IL POGGETTO
località: La Guardia
Anno di costruzione: 1930-35; proprietà originaria: Conforti; proprietà attuale: Boccardi di Livorno.
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Villa IL GELSOMINO
località: La Guardia
Epoca di costruzione: metà secolo XIX; proprietà originaria: Tommasi di Livorno. Proprietà attuale: Vannozzi di Crespina.
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Villa VALDISONSI
località: Crespina
Epoca di costruzione: XVI secolo; proprietà originaria: Berzighelli, fiorentini. Proprietà attuale: F.lli Ferretti di Capannoli.
“Domenico Scotto comprata questa villa nel 1796, dai signori Cappelloni – vi fece scavare ampie cisterne la provvide di salubre acqua – e la rese più amena, – per un lungo stradone fiancheggiato da cipressi. Teresa Del Chiesa ved. Scotto – di lui nuora – aperto un magnifico viale d’ingresso – ne ingrandì riccamente le stanze – aggiuntovi un vasto parco – nel cui mezzo fece innalzare un obelisco di travertino di Parrana. Luisa Scotto principessa Corsini continuando l’opera dell’avo e della madre murata altrove la fattoria ne accrebbe ed abbelli le varie parti – perché compiacendosene il diletto marito – degnamente vi accogliesse numerose comitive di parenti ed amici – ornata la cappella esterna ne allestì una interna fece la balaustra di pietra né mai benché afflitta da molte avversità – cessò di curarne l’adornamento e lo splendore fino all’ottobre 1878 – in cui volle si scolpisse questa memoria. – Architetti furono: i Cav. Alessandro Gherardesca e Pietro Bellini esecutore: Gaetano Cecchi.”
Questa lapide che narra le vicende costruttive della villa nel corso dell’ 800, si trova lungo uno dei vialetti che dalla villa conducono al giardino e al bosco, vasto oltre sette ettari, che furono dichiarati, in seguito alla legge del 1939 per la protezione delle bellezze naturali, monumento nazionale.
Nel medioevo Valdisonsi fu uno di possessi della famiglia Lanfranchi di Pisa e da questi passò, nel XVI secolo, ai Benzighelli di Forenze che vi fecero costruire un villino per la caccia e gli svaghi. Nel 700 proprietari furono i Ciappelloni di Livorno, poi gli Scotto, quindi i Principi Corsini che vi ospitarono anche il Granduca Leopoldo II.
Nel 1842 vi fu realizzato il primo esperimento in Toscana dell’applicazione del telegrafo dal Prof. Matteucci che mise in comunicazione la villa di Valdisonsi con la villa Regnoli.
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Villa REGNOLI
località: La Piazza
Epoca di costruzione: fine 700; proprietà originaria: Niccolò Mazza di Crespina. Proprietà attuale: Regnoli.
Questa bella villa settecentesca, che riversa in condizioni di avanzato degrado, fu fatta costruire sulle fondazioni di una più antica casa da Eustachio Mospignotti di Livorno, quando l’acquistò dalla locale famiglia Mazza nel 1794.
Nel 1830 ne era proprietario Cristofano Despotti. Nel 1842 vi fu eseguito il primo esperimento in Toscana di trasmission telegrafica, mettendola in comunicazione con la villa di Valdisonsi.
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Villa MONTELISI
località: la Piazza
Epoca di costruzione: XVI secolo. Proprietà originaria: Puntolmi, cittadini fiorentini; proprietà attuale: Ciuti.
La proprietà Montelisi appartenne fino al 1683 alla nobile famiglia fiorentina dei Puntolmi che vi fece costruire un villino (riconoscibile nella parte estrema dell’attuale fattoria) che doveva servire principalmente alla caccia.
Acquistata da i Da Paula, nobili pisani di non antica data ma arricchitisi durante il governo fiorentino della città, questi iniziarono ben presto un’opera di ampliamento degli annessi nel centro aziendale seguita, dalla metà del 700 in poi, da un riorganizzazione anche formale dell’immagine della proprietà. Al 1741 risale l’oratorio intitolato a S. Francesco di Paola firmato dall’architetto pisano Francesco Melani (1675-1742). All’interno vi è una tavola raffigurante il santo, opera di Tommaso Tommasi. L’oratorio subì gravi danni durante il terremoto del 1846, ma le opere di ripristino non alterarono la morfologia originaria. Dopo i Da Paula furono proprietari di Montelisi i Niccolai, gli Alberti e, dalla fine degli anni venti fino a tutt’oggi, i Ciuti.
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Villa PRIAMI
località: la Piazza
Anno di costruzione: 1930 – 35 Proprietà: Priami di Crespina.
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Villa FONTANELLA
località: La Piazza
Epoca di costruzione: XVI secolo; proprietà originaria: Pietro Bonavoglia, sellaio pisano. Proprietà attuale: Pardini di Crespina.
Antica villa-fattoria di proprietà dei Bonavoglia di Pisa che fu acquistata nel 1802 dai fratelli Peruzzi, negozianti livornesi, poi, nel 1814, dal cavalier Gaetano Peruzzi. In questo secolo ne è stata proprietaria Clementina Servadio in Fontanella.
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Villa LAZZARETTI
località: La Piazza.
Anno di costruzione: 1905; proprietario originario: Lazzeretti di Crespina. Proprietario attuale: Gen. Pietracaprina
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Villa IL POGGIO
località: Filicheto
Epoca di costruzione: fine XVI secolo; proprietà originaria: Lanfranchi, nobili pisani. Proprietà attuale: Manetti di Firenze. Committente di questa villa fu l’antica e potentissima famiglia pisana dei Lanfranchi di origine germanica, detentrice di vastissimi possessi feudali nelle colline e nel piano, tra le valli dei torrenti Cascina e Crespina.
Sull’impianto originario, progettato e iniziato a costruire verso la fine del 500 ma non ancora terminato nel 1622, furono apportati ampliamenti e modifiche, nel corso del 700 e dell’ 800, per cui oggi si giunge alla facciata principale attraverso un viale alberato, costruito nel 1940, mentre, in passato, l’accesso per le carrozze era nella parte opposta, dal giardino privato, mentre quello pedonale avveniva attraverso la bella rampa in mattoni che si affaccia su Via Trento e Trieste. Il salone centrale della villa fu affrescato da Domenico Tempesti, nel 1722. Annesso alla villa, oltre al parco, ricco di essenze di alto fusto, e al giardino privato, vi è un oratorio intitolato a S. Francesco che si suppone sia stato costruito su disegno di Michelangelo Buonarroti verso la fine del 500, secondo la testimonianza di Giovanni Mariti che, nel 1788, vide i disegni originali all’interno della villa. E sempre il Mariti parla di un affresco del Tempesti, raffigurante S. Antonio Abate, che attualmente non esiste più.
Pervenuta per eredità agli inizi dell’ 800 alla famiglia Della Longa, la villa e la grande azienda agricola formata da 26 poderi, passò poi ai Leoni, cittadini svizzeri residenti a Livorno, quindi, nel 1938, alla famiglia Manetti di Firenze, proprietaria attuale.
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Villa ROSINA
località: i Pinucci
Epoca di costruzione: primi del 900; proprietà originaria: Leoni di Livorno. Proprietà attuale: Telesca di Livorno.
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Villa IL CASERMONE
località: I Pinucci
Epoca di costruzione: fine XVI secolo; proprietà originaria: Giovanni Benedetti, cittadino pisano. Proprietà attuale: Manetti di Firenze.
Questa bella villa che riversa in condizioni di forte degrado, a causa dell’inadeguata utilizzazione a cui è stata destinata nell’ultimo secolo (prima Caserma dei Carabinieri, poi officina meccanica), era già presente nel 1622, proprietà di Giovanni Benedetti da cui ereditarono nel 1683 i Cavalieri Piero e Lupardo Da Vecchiano, cittadini pisani.
Nel 1717 fu acquistata dal Capitano Girolamo Poletti, che la fece ingrandire e aggiungere le due torri colombaie. Pervenuta alla famiglia Leoni, nel corso dell’ 800, divenne una appendice della grande azienda agricola del Poggio.
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Quanto viene qui pubblicato è una sintesi di un più ampio lavoro, di prossima pubblicazione, dal titolo “Le ville di Crespina”. Fra quanti mi hanno fornito materiale e informazioni ringrazio, in particolare, il Signor Pietro Pappalardo, al quale sono debitore di molte notizie ed indicazioni. Un ringraziamento al mio amico e collega Fausto Solla, senza il cui aiuto questa ricerca non avrebbe avuto esito. E a lui la dedico.
Per le fonti bibliografiche mi sono avvalso, oltre che delle opere manocritte di Giovanni Mariti, depositate presso la biblioteca Riccardiana di Firenze, di: G. Caciagli “La Provincia di Pisa” Pisa 1970; F. Bocci “Le colline inferiori pisane” Livorno 1883; M. Ricci “Ville storiche toscane del Medio Evo” Firenze 1931.
N.B. Trattandosi di ricerca ancora incompleta, che ha bisogno di ulteriori approfondimenti e verifiche, vi possono essere contenuti errori e imprecisioni. Chi li rilevasse è pregato di informarne l’autore.
MICHELE ZAMPILLI
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