Villa Puntolmi, Da Paule, Niccolai, Alberti, Ciuti, Pepi
Il complesso di Montelisi sorge intorno alla “fattoria”, antica villa padronale di origini cinquecentesche, divenuta dimora del fattore quando, alla fine dell‘800, le viene costruito, a poca distanza, un villino signorile.
Nel 1561 ne sono proprietari i fiorentini Piero e Gabbriello di Ruberto di Gabbriello Manzzini da Putormo. Negli anni successivi il cognome si accorcia e vengono acquistati nuovi appezzamenti che nel 1619 risultano proprietà dei Puntolmi.
Nel 1683 la tenuta viene comprata dal Cav Pompeo Maria del Cav. Francesco De Paule e passa nel 1733 al figlio Cap. Pompeo Maria, che riorganizza e amplia gli edifici della proprietà e nel 1741 costruisce l’oratorio intitolato a S. Francecso di Paola, scelto per l’assonanza del nome con quello della famiglia. Il disegno dell’oratorio, come riferisce Mariti, che nota le importanti dimensioni del campanile, è attribuito all’architetto e quadraturista Francesco Melani.
Nel 1816 è erede Pompeo Tommaso da Paule.
Agli inizi del 1900 proprietari sono i Niccolai, seguono gli Alberti e, dalla fine degli anni Venti, i Ciuti.
Fonte: Le Ville del Valdarno – Maria Adriana Giusti – EDIFIR-Edizioni Firenze, 1996
Il corpo originale dell’edificio si sviluppa su due livelli.
La facciata e l’interno ripropongono i caratteri tipici dell’architettura minore fiorentina del secolo XVI.
Ai primi del XX secolo si aggiungono la villetta con piccola torre neogotica e il giardino di gusto ottocentesco.
Il collezionista d’arte Carlo Pepi, proprietario attuale, l’ha adibita a casa museo.
Di rilievo sono anche le cantine sotterranee che, da alcuni anni, ospitano installazioni temporanee di arte contemporanea.

L’oratorio della villa nella descrizione del giugno 1788 di Giovanni Mariti nel suo “Odeporico o sia itinerario per le Colline Pisane”
Sceso abbasso, passai sopra una piazzetta contornata da abitazioni, luogo chiamato il Borgo; e lì appresso vi è una villa Malaspina. Dopo arrivai a un gruppo di case, luogo detto Filicheto; e quindi in un’altra parte popolata di Crespina, luogo detto la Piazza, ove sulla destra andai a vedere il pubblico oratorio di S. Francesco di Paola, spettante alla contigua villa detta di piazza del signor Da Paule nobil pisano.
L’architettura di quell’ oratorio, quantunque di mediocre grandezza, è disegno dei celebri Melani. La tavola dell’altare, che rappresenta S. Francesco, è molto ragguardevole pittura, ed è scritto in essa:
TH. TOMASI PINX
PISIS A. D. MDCCXLIII
Questo Tommaso Tommasi fu allievo dei suddetti Melani. Sotto l’altare vi è la seguente iscrizione:
D.O.M.
D. FRANCISCO DE PAVLA
PRECIPVO GENERIS PATRONO
SVO FAMILIAEQVE COMMODO
VBALDVS NICOLAVS PIS. ECCLES.
CANON. ET POMPEIVS MARIA
A PAVLE FF. EREXERE INDVLGENTE
ILL. D. IOSEPHO SVARESIO DELLA
CONCHA PATRIT. FLOR. EQVIT. D.
STEPH. EPIS. MINIAT. A. D.
MDCCXXXXI
Vi è annesso anche il campanile di materiale, ma intonacato ed imbiancato, e di mole superiore a quanto può convenire ad un semplice oratorio.
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