Domenica 9 novembre nell’oratorio di Belvedere a Crespina.
Evento organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Musica Ritrovata di Livorno.
IN QUESTA PAGINA:
IL RACCONTO DELLA SERATA
La preziosa composizione musicale di Rossini, la magistrale esecuzione di artisti di grande talento e bravura, il bellissimo oratorio di Belvedere, l’attento e folto pubblico hanno rappresentato la fortunata concomitanza di fattori che hanno reso questa occasione davvero speciale, rara e preziosa.
























IL PROGETTO
Rappresentazione della PETITE MESSE SOLENNELLE (Piccola Messa Solenne) di Gioacchino Rossini.
LUOGO: oratorio di Belvedere, gioiello barocco del 1700
DATA: domenica 9 novembre
Evento organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Musica Ritrovata di Livorno, promotrice di importanti manifestazioni sul territorio, tra cui il Festival Sanctae Juliae.
IL PROGRAMMA
Introduzione organistica, Gabriele Micheli
-Toccata del Secondo Tono di Bernardo Pasquini
-Toccata avanti la Messa della Domenica di Frescobaldi
G. Rossini: Petite Messe Solennelle
-Kyrie
-Gloria
-Credo
-Prélude religieux
-Sanctus
-O salutaris hostia
-Agnus Dei

GLI ARTISTI
Jeong Yoojin, soprano
Marta Lotti, mezzosoprano
Paolo Bernardi, tenore
Giovanni Battista Parodi, basso
Stereo Tipi, ensemble vocale
M° Gabriele Micheli, harmonium
M° Emanuele Lippi, concertatore al pianoforte

(CV artistico)

(CV artistico)

(CV artistico)

(CV artisitico)

(CV artistico)

(CV artistico)

(CV artistico)
La “Petite messe solennelle” è una composizione sacra di Gioachino Rossini, completata nel 1863. Scritta durante gli ultimi anni di vita del compositore, quest’opera è considerata uno dei suoi capolavori tardivi. Nonostante il titolo, la messa è tutt’altro che “piccola” in termini di profondità emotiva e complessità musicale.
La composizione e elaborazione della “Petite Messe Solennelle” ha occupato gli ultimi sei anni della vita di Rossini, presso la sua residenza estiva di Passy, nella verdeggiante periferia parigina. La stesura è iniziata nel 1862 con la composizione di un Kyrie in memoria dell’amico e stimato collega Niedermeyer morto il 14 marzo 1861, cui Rossini rende omaggio in particolare inserendo un “Christe” a cappella, che è una citazione dell'”Et incarnatus” a cappella della “Messe Solennelle” (1849) scritta dall’amico. Il 14 marzo 1864 è anche la data della prima esecuzione della Petite Messe nel lussuoso palazzo appena finito di costruire in rue Moncey a Parigi dal conte Alexis Pillet-Will, rispettato banchiere di Francia amico di Rossini e amante della musica. La messa, tuttavia, alla prima esecuzione non aveva ancora la forma definitiva: ad esempio mancava il solo “O salutaris”. Originalmente composta per 12 cantori, come gli apostoli, nella prima esecuzione fu eseguita da 15 coristi e 4 solisti, due pianoforti e harmonium.
Rossini scrive, con la sua nota ironia:
“Fra i tuoi discepoli ce ne sono alcuni che prendono note stonate! Signore, rassicurati, io dichiaro che non ci sarà alcun Giuda al mio tavolo, e che i miei cantori canteranno ‘con amore’ intonati le tue lodi e questa piccola composizione che è, ahimè, l’ultimo peccato mortale della mia vecchiaia” (Passy 1863).
Pianoforte ed harmonium erano strumenti abitualmente posseduti dalle famiglie benestanti dell’epoca: questa “piccola messa”, con piccolo organico, cameristico era, infatti, destinata alla fruizione privata e i primi concerti a casa del Conte Pillet Will furono su invito. Tra gli oltre duecento invitati alla prima, c’erano alcuni tra i più alti esponenti della società parigina cosmopolita: il cardinale Chigi, l’ambasciatore turco, politici, banchieri, musicisti come Meyerbeer, Thomas, Auber. Il direttore era ebreo, il cast internazionale.
La “Petite Messe Solennelle”, testamento di Rossini, già alla prima esecuzione stupì ed entusiasmò pubblico e critica, creando grande scalpore. La purezza, la nobiltà, la sublime religiosità, la squisita semplicità, il dolore del “Crucifixus”, da una parte, l’espressione di potenza nel “Gloria” e nel “Cum Sancto”, la grandiosità del Credo, fino al pianto e alla intensa drammaticità dell’”Agnus Dei”, dall’altra, impressionarono tutti i presenti.
La Petite Messe Solennelle si pone in un periodo di acceso dibattito sulla musica sacra, su tradizione e modernità. Un uso di musiche di derivazione profana aveva provocato reazioni rigide nella Chiesa, con la costante minaccia di limitare la musica alle sole voci ed organo. D’altra parte, tuttavia, l’esigenza di rinnovare la musica sacra era largamente condivisa.
Nel 1865 Rossini si rivolse a Liszt, che aveva da poco preso gli ordini minori e viveva in Vaticano, per convincere il papa Pio IX, amante della musica, a eliminare il divieto per le donne di cantare in chiesa: per la sua messa le voci bianche sarebbero state inadatte e l’epoca dei castrati stava esaurendosi. Successivamente Rossini riprovò personalmente a proporre di nuovo la questione. Il papa, tuttavia, non volle prendere una posizione in questa direzione. “[…] E’ evidente che la musica soffre, languisce, deperisce a causa dell’assenza di voci femminili” (F.Liszt).
Con queste parole Rossini conclude l’opera:
“Bon Dieu, la voilà terminée, cette pauvre petite Messe. Est-ce bien de la musique sacrée que je viens de faire ou bien de la sacrée musique? J’étais né pour l’Opéra Buffa, tu le sais bien! Peu de science, un peu de cœur, tout est là. Sois donc béni et accorde-moi le Paradis”
«Buon Dio, eccola terminata questa umile piccola Messa. È musica benedetta quella che ho appena fatto, o è solo della benedetta musica? Ero nato per l’ opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, tutto qua. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso.» (Gioachino Rossini, Passy, 1863)
NOTTE DI NOTE SACRE
Petite Messe Solennelle
di G. Rossini
a cura di
Emanuele Lippi, Marta Lotti
e Associazione Musica Ritrovata
Partecipazione gratuita – Prenotazione necessaria
Oratorio di Belvedere, via Belvedere, 16 – Crespina
Domenica 9 novembre – ore 17:30
Non ci sono parcheggi nei pressi dell’oratorio di Belvedere.
Spazi per posteggiare comodamente si trovano presso la chiesa di Crespina e l’oratorio di San Rocco (la distanza a piedi fino a Belvedere va da 500 a 1000 metri circa).
INDICAZIONI STRADALI
Oratorio di Belvedere – via Belvedere 16, Crespina
https://maps.app.goo.gl/zuSYi4Vkt42MPvyUA
Coordinate 43.563505, 10.555730
Informazioni:
email: odeporicaets@gmail.com

Si ringraziano:
– la Parrocchia di Crespina per la concessione dell’uso dell’Oratorio di Belvedere e dell’organo,
– l’organaro Nicola Puccini per il supporto,
– la trattoria Boccondivino per l’accoglienza e la disponibilità.
Gioachino Rossini è stato uno dei più celebri compositori italiani del XIX secolo, noto principalmente per le sue opere liriche. Nato a Pesaro il 29 febbraio 1792, Rossini ha composto numerose opere che sono diventate pietre miliari del repertorio operistico. Tra le sue opere più famose si annoverano “Il barbiere di Siviglia”, “La Cenerentola” e “Guglielmo Tell”. La sua musica è caratterizzata da melodie vivaci, ritmi brillanti e un uso innovativo dell’orchestrazione.
Rossini ha iniziato la sua carriera musicale da giovane, studiando al Conservatorio di Bologna e ottenendo presto successo con le sue prime opere. La sua produzione operistica si è concentrata principalmente su opere buffe e serie, e il suo stile ha influenzato molti compositori successivi.
Nel 1829, dopo il successo di “Guglielmo Tell”, Rossini si ritirò in gran parte dalla composizione operistica, dedicandosi invece alla musica sacra e strumentale. Morì a Passy, nei pressi di Parigi, il 13 novembre 1868. Rossini è oggi ricordato come uno dei grandi maestri dell’opera italiana, il cui lavoro continua a essere eseguito nei teatri di tutto il mondo.
IL LIBRETTO DEL CONCERTO
RASSEGNA STAMPA

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