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Nel complesso di Belvedere, accanto alla Villa residenziale e alla Canonica si trova l’Oratorio del SS Nome di Maria e San Ranieri.
Grazie ai finanziamenti concessi dalla Fondazione Pisa e dalla Conferenza Episcopale Italiana, dal 2017 al 2019 sono stati effettuati i lavori di consolidamento e restauro della copertura e delle facciate esterne e dal maggio 2020 al maggio 2022 il recupero e risanamento degli apparati artistici tra cui il ciclo di decorazioni pittoriche del secolo XVIII, opera di Giovan Battista Tempesti, e di parte degli arredi interni.
Fonte: sito web “le Chiese delle Diocesi Italiane”
Denominazione: Oratorio del Santissimo Nome di Maria e San Ranieri – Crespina
Autore: Tarocchi, Mattia (architetto)
Ambito culturale: rococò pisano (costruzione)
NOTIZIE STORICHE
1774 – 1775 (progettazione intero bene)
L’ edificazione dell’Oratorio fu iniziata nel 1774 e si è conclusa nel 1780.
1780 – 1781 (ampliamento intero bene)
L’ampliamento comportò l’aggiunta delle absidi, dei bracci laterali con i palchetti lignei, dei coretti e la decorazione a paraste.
1784 (ampliamento intero bene)
L’edificio fu ulteriormente ampliato.
2017 – 2019 (restauro copertura ed esterni)
Consolidamento e restauro della copertura e delle facciate.
2020 – 2022 (restauro interni)
Recupero e risanamento degli apparati artistici, tra cui il ciclo di decorazioni pittoriche opera di Giovan Battista Tempesti e di parte degli arredi interni.
DESCRIZIONE
L’edificio religioso venne costruito per volere della contessa Giovanna Cataldi Del Testa Del Tignoso e la vicenda costruttiva si basa sulle memorie dell’Abate Ranieri Tempesti, fratello del più famoso Giovan Battista, pittore.
Il primo impianto della Cappella, venne edificato, su disegno di Mattia Tarocchi, tra il 4 ottobre del 1774 ed il settembre del 1775; pensato, in seguito ad un voto, come tempio nel quale esporre un antico bassorilievo in cotto della Vergine, da tempo venerato dalla famiglia, come ricorda la lapide posta sopra la porta a mezzogiorno.
Dalle memorie dell’Abate Ranieri Tempesti:
“Il Conte Francesco Del Testa e Contessa Giovanna De’ Cataldi, sposi, offrirono, nell’anno del Giubileo 1775, alla venerazione della popolazione l’antica immagine della Madre di Dio, a lungo venerata in casa propria, avendo qui costruito un tempio dedicato al nome della Vergine”

Si può ipotizzare che alla fine del 1775 fosse a pianta quadrata, con bracci leggermente aggettanti, coperta dalla cupola centrale. All’inaugurazione ci fu un tale “concorso popolare” che l’edificio risultò troppo angusto per accogliere una simile folla “con maraviglia ed il contento dei Committenti”.
L’oratorio venne allora ampliato con un apparato effimero (cioè un atrio portatile nella parte anteriore dell’oratorio, ornato di “letini rossi e gialli, festoni di fiori” e nella parte posteriore, una Sagrestia “parimente portatile” e ornata), finché non iniziò il vero e proprio ampliamento il 17 febbraio del 1780, testimoniato da una lapide in marmo situata sopra la scala della sagrestia a ponente.
L’ampliamento comportò l’aggiunta delle absidi, dei bracci laterali con i palchetti lignei, dei coretti e la decorazione a paraste.
La nuova consacrazione venne celebrata il 14 ottobre 1781 dal vescovo di San Miniato, Brunone Fazzi, ricordata da un’altra lapide marmorea, situata sopra il coretto di levante, ornata in stucco con i simboli Alfa e Omega.
L’ultimo ampliamento venne eseguito nel 1784, anno della morte della pia Contessa.
In seguito la chiesa ha avuto una sopraelevazione, conferente l’aspetto attuale: copertura uniforme a capanna, con embrici caratteristici (mezzo embrice al posto del tradizionale coppo), da cui emerge la cupola rivestita da un manto di scaglie di ardesia.
Il Tarocchi riuscì a cimentarsi in uno dei più belli e significativi esempi di architettura sacra privata rococò dell’area pisana, nonostante un’esigua superficie di costruzione a sua disposizione e forse anche ristrettezze economiche.


CHIESA
La cappella, una bellissima struttura complessa, è composta da un corpo a pianta quadrata e sviluppo absidale a pianta circolare. Apparentemente semplice, nella sua linearità e compostezza, ha soprattutto all’interno un’incredibile forza scenografica, nonostante le esigue dimensioni.
L’elegante facciata è caratterizzata da un piccolo corpo centrale aggettante con decorazioni di gusto neoclassico, che introduce nell’interno a tre navate. Sulla facciata, ai lati della porta centrale si ritrovano i medesimi stilemi decorativi, cioè ghirlande e festoni in stucco; le pareti laterali sono arricchite da due ampie finestre a campana di gusto barocco e da porte corrispondenti al centro del quadrato sormontate da cornici in stucco e da finestre ovali, necessarie ad una maggiore illuminazione e resa scenografica.
L’interno dell’oratorio emula i modelli delle chiese romane del cinquecento, in particolare San Pietro. Dopo l’altare, d’impianto ligure, si accede allo spazio circolare dell’abside o coro, ai lati del quale si aprono le piccole stanze delle sagrestie, da cui si sviluppano le suddette scale d’accesso ai coretti.
ELEMENTI DECORATIVI
L’elegante facciata è caratterizzata da un piccolo corpo centrale aggettante con decorazioni di gusto neoclassico, che introduce nell’interno a tre navate. Sulla facciata, ai lati della porta centrale si ritrovano i medesimi stilemi decorativi, cioè ghirlande e festoni in stucco; le pareti laterali sono arricchite da due ampie finestre a campana di gusto barocco e da porte corrispondenti al centro del quadrato sormontate da cornici in stucco e da finestre ovali, necessarie ad una maggiore illuminazione e resa scenografica.
La cupola centrale culmina con una lanterna esagonale coronata da una sfera in pietra.
Di notevole interesse è la posizione dei confessionali, ospitati in due volumi curvilinei nelle navate laterali, distribuiti in modo da ampliare lo spazio e la vista prospettica grazie alle loro originali forme che alternano pieni e vuoti, collegandosi perfettamente alle decorazioni delle pareti.
L’interno è riccamente decorato da figure affrescate da Giovan Battista Tempesti. Nel catino absidale medaglioni ovali con gli Evangelisti e, nel registro superiore, finte statue monocrome di santi dipinti a figura intera: S. Giovanni Battista, Beato Vernagalli, Beata Chiara Gambacorti, S. Francesco, Beato Pietro Gambacorti, S. Ranieri.
In controfacciata, ancora nella soluzione delle finte statue a figura intera:
La Penitenza; Disprezzo delle cose del mondo.












Giovan Battista Tempesti: I quattro Evangelisti Giovanni, Matteo, Marco, Luca – abside



Giovan Battista Tempesti: San Francesco, Beato Pietro Gambacorti, San Ranieri – abside



Giovan Battista Tempesti: San Giovanni Battista, Beato Vernagalli, Beata Chiara Gambacorti- abside
L’ORGANO
Il raro organo Giuseppe Crudeli del 1799, completato il lungo e laborioso restauro, è tornato nell’Oratorio nel mese di novembre 2023.

ORGANO MECCANICO DI GIUSEPPE CRUDELI
ANNO DI COSTRUZIONE 1799
1 tastiera di 45 note DO1-DO5 con prima ottava corta
Pedaliera scavezza di 8 note tiratasti
2 mantici a cuneo alimentati con sistema a corde e ruote e elettroventilatore
Inserimento dei registri a pomello
Temepramento Tonio Medio ¼ di Comma
LA3 a 446 Herz a 18 °
Registri:
Principale 8
Ottava
XV
XIX
XXII
Flauto in Ottava con canne in cipresso cinquecentesche
Cornetto a 2 file soprano
Cornetto a 2 file basso
Voce umana soprana da DO3
Ricostruzione della tenda quaresimale e del basamento dell’organo durante le fasi di restauro





“Ritratto della Cont. Giovanna Cataldi del Testa del Tignoso in età d’anni 50 – fatto dal vero da me Gio Batta Tempesti Pisano l’anno 1782″










Traduzioni dal latino e consulenza a cura del prof. Massimo Baldacci e del prof Paolo Morelli .





I coniugi conte Francesco Del Testa Del Tignoso e contessa Giovanna Cataldi offrirono alla venerazione dei popolo l’antica immagine della Madre di Dio a lungo custodita in casa, riposta nel tempio qui costruito, dedicato all’augusto nome della Vergine nell’anno giubilare 1775.

Nel giorno faustissimo 14 ottobre dell’anno del Signore 1780 in onore di Dio Ottimo Massimo consacrata con olio santo la dimora sacra e l’altare al nome Augusto della Madre di Dio e al glorioso patrono di Pisa San Ranieri, celebrando la consacrazione il vescovo di San Miniato Bruno Fazzi, portata a compimento la dedicazione solenne, a partire da quel momento sono stati istituiti voti della contessa Giovanna Cataldi Del Testa Del Tignoso per compiere riti in perpetuo per la clemenza e l’autorità di Pietro Leopoldo grandica di Toscana il 29 aprile dell’anno della salvezza 1782 essi sono stati approvati e proclamati. Come esempio di insigne generosità e pietà religiosa Ranieri Tempesti edile fermò in un monumento destinato a durare eterno.

La contessa Giovanna Cataldi Del Testa Del Tignoso ampliò, dotò e completò nell’anno del Signore 1781 la cappella dedicata alla grande Regina del Cielo, che nell’anno del giubileo 1775 aveva fatto costruire per la celebrazione di riti in favore suo e del dolcissimo marito, messa una volta sull’abside maggiore, fornite entrambe le minori di gallerie per un abbellimento dell’edificio, fatte eseguire a partire dalla parte più bassa delle pitture in forma di bassorilievo in pilastri e nicchie e ornata dovunque tutta intorno con splendida eleganza, accresciuta di preziose suppellettili, arricchita di indulgenze e privilegi, assegnato un senso perpetuo di 100 scudi per la celebrazione di messe e costruita una casa per l’abitazione dei celebranti i sacri riti, opera adeguata per la moltitudine dei fedeli e per gli onori della Madonna.

Morirono la prima il 1 maggio 1784 a 52 anni d’età, la seconda il 21 febbraio 1809 a 74 anni d’età.


L’ORATORIO DI BELVEDERE NELLA DESCRIZIONE DEL 1788 DI GIOVANNI MARITI NEL SUO “ODEPORICO O SIA ITINERARIO PER LE COLLINE PISANE”
“Sul prato della villa vede si un pubblico oratorio sotto il titolo del nome di Maria e di S. Ranieri. Entrando in questo sacro edifizio l’occhio resta nell’ istante appagato per la sua vaghezza. Il corpo di esso è formato a guisa di tre piccole navate con tre archi e due pilastri per ciascheduna ala. È a volta, e lavorato a stucchi, e ben corredato. Dietro l’altare vi fa bella figura un coro a guisa di tribuna, coperto con una ben intesa cupoletta, e maestrevolmente dipinto a figure e architettura; ed in fronte del quale vi è un quadro con un’ immagine di Maria Vergine col Bambino in collo, a basso rilievo e di terra cotta, opera di Giovanni Gonnelli detto il Cieco di Gambassi [ndr: il bassorilievo è invece stato recentemente attribuito alla bottega di Antonio Rossellino, 1470].
Fu fatto erigere quest’oratorio nell’anno 1775 dalla pia femmina la contessa Giovanna Cataldi Del Testa Del Tignoso e successivamente poi fatto per due volte da essa ingrandire.
Mattia Tarocchi altrove rammentatovi ne fu l’architetto, e il signor Giovanni Tempesti il pittore.
Venne poi consacrata il dì 14 febbraio 1781 da Monsignor Brunone Fazzi vescovo di S. Miniato, nella quale diocesi è questo luogo. Ma le memorie di ciò le vedrete nelle seguenti due iscrizioni incise in marmo, e le quali sono dentro sulle Porte delle due Sagrestie che restano lateralmente al coro, ed ivi praticate con buon intendimento ed economia.
Nella sagrestia che corrisponde dalla parte dell’epistola:
S.D.S. QVAM SACRIS PERSOLVElNDIS IOANNA COMITlSSA DE CATALDIS DEL TESTA DE TIGNOSO SlBlMET VIROQVE DULCISSIMO ANNO IVBILAEI MDCCLXXV EXCELSAE COELORVM REGINAE VOTAM SOLO EXCITARAT AEDEM MAIORI ABSIDE THOLO SVPER IMPOSITO ET MINORI VTRAQVE MANIANIS INSTRVCTA IN SACELLlS PVLCRIVS INCREMENTVM EX IMO DEDVCTIS OPERE IN PARASTATAS TESTVDINESQVE ANVAGLYPTO PICTUVRIS ET NITIDO UBIVIS CVITV CIRCVMORNATAM SVPELLECTILIAVCTAM PRETIOSA INDVLGENTlARVM ATQVE PRIVILEGIORVMINSIGNIBVS LOCVPIETATEM AVREORVM CENTVM DlVlNIS PERAGENDIS CENSU ADTRIBVTO ET IN HOSPITIUM REI SANCTAECVLTORVM EXTRVCTA DOMO FREQVETIAE POPULORVM DIVAEQVEHONORIBVS FACTURA SATIS AMPLIAVIT DOTAVIT ABSOLVIT A. D. MDCCLXXXI
Nell’altra sagrestia dalla parte del vangelo:
M. AE.
FAVSTISSIMA OCTOBRIS DIE XlV R. A. MDCCLXXXI D.O.M. AEDEMET ARAM SACRO LVSTRATA CHRISMATE AVGVSTO DEI PARAE NOMINI ET INCLITO PISARVM INDIGETI D. RAINERlO
BRYNONE FAZZIO MINIAT PRAESVLE CONSECRANTE SOLEMNI DEDICATlONE NVNCVPATA
HINC IOANNAE COMMISSA CATALDIAE DEL TESTA DE TlGNOSO PROSACRIS PERPETVVM CONFICIVNDIS VOTA INSTITVTA PETRI LEOPOLDI M. E. PRINClPIS OPTIMI CLEMENTIA AVCTORITATE III KAL. MAIAS S.A MDCCLXXXl PROBATA ADSERTA ESEMPLAR MVNIFICETIAE ET PIETATIS INSIGNE RAINERIVS TEMPESTIVS AEDILlS I. PERENNI SIGNAVlT MONVMENTO
Questa cappella è veramente soggetta alla parrocchia di S. Michele di Crespina, ma con tanti privilegi, che potrebbe dirsi piuttosto coadiutrice. Essa è inoltre in un punto centrale fra le parrocchie di Tremoleto, di Tripalle, di Sant’Ermo, di Usigliano e di Lari, al popolo delle quali fa un grandissimo comodo per le case poste nei loro più remoti confini, né mancano qui quei soccorsi spirituali che possono trovare altrove; ed ogni domenica dal rettore si fa dall’altare la spiegazione del vangelo; e dopo la messa nei giorni festivi per legato pio della prelodata contessa Giovanna cantasi da alcune ragazze a guisa di laude una bella parafrasi della Salve Regina, composizione del celebre Giovan Pietro Zannotti Bolognese, Musica del Sassone , e che fu insegnata cantare dalla stessa contessa, che terminò di vivere il dì primo maggio del 1784.
Primo ed attual rettore di questo pubblico oratorio è il signor Dottore Abate Ranieri Tempesti di Pisa, che da essa fu lasciato patrono sua vita durante della detta chiesa, e collettore di un benefizio annesso alla medesima, passando poi il padronato di essa nell’arcivescovo di Pisa pro tempore.
(…) Dirimpetto alla descrittavi cappella, ma in distanza ed in piccola eminenza di fronte al prato della villa Testa, vi è una bella e vaga abitazione che è la canonica del suddetto rettore, fatta fabbricare nel 1780 per tal effetto dalla stessa contessa Giovanna col disegno dello stesso architetto Mattia Tarocchi poco di sopra rammentatovi.
In questo palazzetto vi è una stanza destinata specialmente per guardaroba delli arredi sacri spettanti alla detta cappella. Io non voglio farvi in dettaglio di tutto ciò che qui conservasi; mi ristrignerò a dirvi che non vi si osserva, tanto nei vasi che nei sacri paramenti, se non eleganza ed una ricchezza superiore al certo, e a quanto possiate immaginare rispetto a un semplice oratorio di campagna.
È giusto che sappiate che tutto devesi insomma alla pia donna, la suddetta contessa Giovanna, il nome e la memoria della quale resterà indelebile nel cuore dei pisani e della povera gente di Crespina, e delli abitanti di quelle colline per le sue amorevoli e caritatevoli sovvenzioni. Quanto trovai dolce cosa sentir rammentare con trasporto di tenerezza dal maggiore al minore il nome di questa virtuosa femmina, dicendola con sentimenti veramente sinceri loro madre e loro benefattrice. “





8 SETTEMBRE, LA FESTA DI BELVEDERE DI UN TEMPO PER CELEBRARE LA NATIVITÀ DELLA MADONNA
Da “I figli degli ultimi – Crespina nella storia” di Piero Arrighi, classe 1921:
FESTA A BELVEDERE
” L’8 di settembre a Belvedere si celebrava la festa della Madonna con solenni riti religiosi che richiamavano molta gente anche dalle campagne vicine. Essendo ancora nella bella stagione, questa festa favoriva allegre scampagnate che paesani e villeggianti facevano lungo la strada fiancheggiata dai fiorenti vigneti ricchi di uva quasi pronta per la vendemmia.
La festa di Belvedere era come una piccola fiera paesana in cui non mancavano tre o quattro bancarelle che vendevano giocattoli e dolciumi. Naturalmente c’erano sempre Bistino con i gelati e sua moglie Celide che friggeva i saporiti frati, mentre i convenuti, sdraiati sul verde prato antistante la chiesa e la villa Belvedere, aspettavano la tarda sera prima di rientrare in paese. “
Testo del cartello informativo posto davanti all’Oratorio

Vedi anche:



